La Storia di Coredo
Coredo è un pittoresco paese adagiato su di un verde altipiano in una posizione panoramica nella valle Anune (val di Non). L’origine del nome di
Còredo, gli studiosi sono concordi nell’attribuirla al termine “Coryletum”, che scende dal più bel latino classico e significa «bosco di noccioli». E’ nome bellissimo, che evoca l’immagine ridente e boschiva del paese, quale deve essere apparso ai conquistatori romani che vi giungevano dalle pianure a respirarvi l’aria sottile.
Di antica tradizione turistica, Coredo è oggi un attrezzato centro di
villeggiatura, che conserva integra la memoria storica di un passato ricco di vicende e avvenimenti.
Il clima mite, l’aria salubre dei boschi, le tradizioni, l’ospitalità e soprattutto la bellezza della natura che lo circonda, fanno di Coredo una località ideale per trascorrere una piacevole e serena vacanza all’insegna della natura e della tranquillità.
Nel Medioevo, Coredo fu sede di Pieve e per un certo periodo dei vicari e degli assessori vescovili per le valli di Non e di Sole e vi era tenuta la corte di giustizia. Il tribunale aveva bisogno di una sede degna

e pertanto venne costruito, verso il 1460 il Palazzo Assessorile (Palazzo Nero) per ordine del principe vescovo Giorgio di Hack, lo stesso che fece riedificare Castel Còredo.
Uno degli episodi più tristemente famosi, avvenuto tra le mura del Palazzo Nero, fu il processo contro le streghe tenutosi nel 1614. Dieci persone accusate di aver trescato con il diavolo durante un’infernale orgia sul monte Roèn, furono bruciate vive sulla piazza antistante il Palazzo.
Coredo possiede anche una propria “Carta di Regola”, edizione che risale al 1437 e conservata in un grosso manoscritto nell’archivio di Castel Braghèr. In detto manoscritto chiamato Regolanarium, sono raccolte tutte le regole dei comuni in cui i Thun, proprietari del castello, erano Regolani maggiori.

Risulta quindi che il Regolano maggiore del comune di Coredo, cui erano aggregati Smarano e Sfruz, era, almeno dal 1437, un Thun di Castel Bragher, ma è presumibile che i Thun ricoprissero questa carica fin da un’ epoca alquanto anteriore.
La frazione di Tavòn fino alla secolarizzazione del principato dipendeva, con S. Romedio, dalla contea tirolese di Castel Fondo. Poi fu comune autonomo con le case al Dos, al Mas e S. Romedio, aggregato poi a Coredo nel 1928.
Alla fine del 1800, nel comune di Coredo iniziò anche una frequentazione turistica, attirata dal clima salubre e dalle qualità ambientali.
